Vincere le sfide della progettazione dei tunnel con ALLPLAN Civil
Quando pensiamo alle Olimpiadi di Milano–Cortina 2026, la nostra attenzione va subito all’eccellenza sportiva. Tuttavia, gli ingegneri le vedono da una prospettiva diversa: i grandi eventi funzionano come un banco di prova per i sistemi di mobilità, la logistica e la resilienza. Essi mettono in evidenza ciò che deve funzionare in modo affidabile nella vita quotidiana e l’importanza dei progetti infrastrutturali a lungo termine.
Le Alpi, in particolare, rappresentano uno degli assi di trasporto più sensibili e al tempo stesso più importanti d’Europa. È qui che si decide se le capacità sono sufficienti, se i flussi di traffico restano controllabili e se le infrastrutture funzionano in modo stabile anche sotto carichi di punta. Un progetto che esemplifica perfettamente questi requisiti è la Galleria di Base del San Gottardo.
Un progetto da primati – con numeri che gli ingegneri capiscono bene
Con una lunghezza di 57 chilometri e una massa sovrastante alta fino a 2.300 metri, la Galleria di base del San Gottardo è uno dei progetti di costruzione di tunnel più importanti al mondo. Durante la sua realizzazione sono stati scavati circa 28,2 milioni di metri cubi di roccia.
Il concetto di sicurezza e di esercizio segue una logica di sistema chiara: due gallerie separate per il traffico ferroviario sono collegate tra loro da passaggi trasversali a intervalli di circa 325 metri. Ne risulta un sistema di tunnel con una lunghezza complessiva di circa 152 chilometri. Inoltre, sono stati posati circa 290 chilometri di binari.
Funzionamento e impatto: la capacità non dipende solo dalla lunghezza
Dalla sua entrata in funzione, il tunnel ha reso possibile un collegamento nord-sud più efficiente attraverso le Alpi. Velocità più elevate nel trasporto dei passeggeri e una maggiore capacità per il trasporto merci contribuiscono ad abbreviare i tempi di viaggio e a spostare gran parte dei flussi di traffico verso la ferrovia.
È proprio questa funzione strategica a dimostrare perché le infrastrutture devono essere concepite come qualcosa di più della somma delle singole opere: il loro impatto diventa evidente solo quando progettazione, concetti operativi e integrazione nella rete si combinano.
La vera lezione di ingegneria: il controllo batte lo spettacolo
Dal punto di vista ingegneristico, il risultato principale di progetti su larga scala non risiede solo nelle loro dimensioni, ma anche nella loro controllabilità. Processi di progettazione trasparenti, strutture amministrative chiare e monitoraggio continuo sono oggi considerati prerequisiti essenziali per gestire la complessità.
Nel caso della Galleria di base del Gottardo, è stata attribuita grande importanza a processi decisionali trasparenti e al controllo pubblico, fattori che possono contribuire in modo significativo a individuare i rischi in una fase precoce e a mettere subito in atto le contromisure.
Questo ha portato a una tendenza chiara nel settore: con l’aumentare delle dimensioni dei progetti, crescono anche le esigenze di gestione delle informazioni, coordinamento e qualità della progettazione.
Cosa significa questo per la pratica della progettazione?
Progetti di questa portata mostrano quanto siano diventati importanti dati coerenti, stati di progettazione trasparenti e basi decisionali affidabili. È proprio qui che entrano in gioco i metodi di progettazione digitale: essi supportano i team di progetto nel coordinare le informazioni in modo strutturato, documentare le modifiche in maniera tracciabile e valutare meglio le relazioni complesse.
Il software non sostituisce il lavoro ingegneristico, ma costituisce una base essenziale per organizzare in modo efficiente i processi di pianificazione in progetti sempre più guidati dai dati.
Perché una cosa sta diventando sempre più chiara: se le infrastrutture devono funzionare sotto carichi di punta, la loro progettazione deve essere progettata per la stabilità.




